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Malagrotta, i residenti: "Siamo pieni di tumori e l'acqua secca anche le piante"

Parlano i residenti raccontando dei tanti casi di tumori che li affliggono, di acqua inquinata inutilizzabile: "Se fanno Monti dell'Ortaccio ci circondano. Qui l'acqua non è buona nemmeno per le piante"

In tanti, provenienti dalle case intorno a Malagrotta, Massimina e Ponte Galeria si sono recati quest'oggi alla manifestazione contro l'ipotesi di una nuova discarica proprio a Monti dell'Ortaccio, che sorgerebbe a pochi chilometri da quella storica già esistente da trent'anni.
Sono tutti arrabbiati, stanchi ed esasperati e chiedono “il diritto a respirare”, “all'aria pulita” e raccontano storie agghiaccianti. Ce l'hanno tutti contro un'unica persona: “re Manlio Cerroni” patron del consorzio Colari che gestisce l'impianto di Malagrotta e che possiede anche il terreno di Monti dell'Ortaccio, riproposto in questi giorni come sito possibile dal ministro dell'Ambiente Clini.
La loro è una vita di stretta convivenza con l'immondizia e gli scarti di una metropoli. Le case sono davvero vicine a Malagrotta e molti di loro constatano amaramente: “Se fanno Monti dell'Ortaccio saremo circondati. Qui la vita è già un inferno, non ne possono mettere un'altra. Ma come gli viene in mente? D'estate non possiamo neanche tenere le finestre aperte”.
Parlano mentre camminano su via di Malagrotta per raggiungere l'entrata della discarica e far sentire le loro ragioni bloccando il traffico. Una signora piuttosto anziana racconta: “Io e mio marito abbiamo avuto diversi tumori, io faccio già la chemio, lui domani ha di nuovo una tac.” Quello della salute dei residenti è un altro problema che si pone: non è direttamente dimostrabile che la causa dell'incidenza dei tumori sia la presenza della discarica, ma il dato oggettivo, espresso anche dal presidente Bellini, è che la zona sia altamente interessata da malati e morti di tumore.

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Ci dice un altro residente: “Ho una macchia a un polmone e una ciste al fegato, qui intorno è pieno di persone malate. Sono quarant'anni che abbiamo la discarica sotto casa, se c'è vento si alza la puzza e il sabato e la domenica l'odore è sempre più forte. Per non parlare dei camion che viaggiano in continuazione su questa strada e che perdono liquidi, basta guardare i lati della strada per vedere che è uno schifo.”

La strada, via di Malagrotta, ma anche via di Casal Lumbroso sono percorse quotidianamente dai camion dell'Ama che portano i rifiuti e quando piove, secondo quanto raccontano i residenti, la prova del loro passaggio è ben visibile: “Quando piove lungo la strada si forma una schiuma che rimane a lungo, tipo quella del detersivo.”
Quello dell'acqua sembra essere un altro problema che i residenti denunciano quasi unanimamente: “Chi aveva il pozzo ha dovuto chiuderlo perché esce acqua giallognola.” Continua sulla stessa linea un altro residente: “La verità è che qui l'acqua non è buona nemmeno per innafiare le piante: se la usi sulle foglie rimane sopra una sostanza gialla e rugginosa e le piante si seccano.” Un altro residente ci conferma che le sue piante si sono tutte seccate e che, mentre dodici anni fa riusciva a usare l'acqua che aveva in casa, ora non può più perché è giallognola: “Da quando c'è la falda acquifera a Monti dell'Ortaccio non si beve più e la cosa più assurda è che ci chiedono pure la tassa sui rifiuti.”

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Uno dei rappresentanti dei comitati spiega, quindi, il suo punto di vista: “Domani davanti al ministero dell'ambiente sarà il momento chiave, oggi abbiamo solo voluto far capire le nostre intenzioni: noi non vogliamo discariche qui. Averne un'altra qui che duri a lungo, come spera Clini, significherebbe dire addio alla differenziata. Noi pensiamo che l'ipotesi migliore sia quella dei siti alternativi per un paio d'anni, così come si stava procedendo e lavorare sulle nuove forme di raccolta.”

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