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Massimina, la verità sull'asilo "fantasma": non aprirà perché mancano i fondi

Nessun nuovo nido nel quartiere di Roma ovest. La struttura di via Aquilanti - è la proposta del municipio - sarà destinata a ospitare i bambini di un altro asilo vicino, che cade a pezzi

Nelle aule già arredate con banchetti e seggioline verrano trasferiti i bimbi di un altro nido, (da tempo afflitto da carenze strutturali) distante tre chilometri e mezzo. Ma nessuna apertura ex novo. Stessi bambini, stesse maestre perché altre non ce ne sono, stessi posti disponibili sul territorio. E' lo scenario più probabile per l'asilo di via Aquilanti, la scuola "fantasma" costruita grazie a una convenzione tra il Consorzio Solari e Roma Capitale nel 2012, pronta da maggio 2015, ma mai inaugurata nonostante le continue pressioni della cittadinanza. 

Così, dopo le tante riunioni tra amministratori locali e comitati, gli articoli stampa, un servizio di Striscia la Notizia, le promesse della giunta capitolina (l'ex assessore all'Urbanistica Berdini in autunno: "A breve l'apertura"), la verità è che per il nido non ci sono fondi. Mancano le risorse per la gestione ordinaria, prima di tutto per pagare il personale. Lo ha reso noto il municipio XII durante la commissione Trasparenza capitolina richiesta da Fratelli d'Italia per chiarire i fatti dopo settimane di polemiche. E' nero su bianco in una lettera della presidente Silvia Crescimanno indirizzata tra gli altri alla sindaca Raggi e agli assessori a Sociale e Bilancio, Laura Baldassarre e Andrea Mazzillo. 

Il dipartimento Scuola in data 2 marzo 2017 ha "inequivocabilmente evidenziato la mancanza di risorse di personale ed economiche necessarie per l'acquisizione e la successiva apertura del nido". Che fare dunque? L'unica alternativa possibile, avallata dagli stessi uffici tecnici, è il trasferimento dei bambini del vicino nido Massimina, sito in via Paolo Emilio Pavolini 69, non proprio in buone condizioni a partire dalle continue infiltrazioni d'acqua. Una pezza, l'unica fattibile per cogliere, come si dice, "due piccioni con una fava". Mancando i soldi per tenere in piedi il nido nuovo e per intervenire con lavori di riqualificazione su quello vecchio, il trasferimento permette di sanare entrambe le situazioni, pur tradendo l'obiettivo iniziale: dotare il quadrante di un servizio in più. 

Soddisfazione in municipio nonostante tutto. Il consigliere Massimo di Camillo ha sintetizzato così, sui social network, quanto venuto fuori nelle stanze di via del Tritone: "Durante la commissione è emerso lampante l'impegno di questa amministrazione, giunta e consiglieri, affinché il nido di Via Aquilanti sia acquisito, aperto e reso fruibile alla cittadinanza. Impegno condiviso anche dai dipartimenti suddetti, i quali hanno affermato che nel mese di maggio si potrà procedere alla immissione in possesso dell'immobile da parte del Municipio XII". Una versione un po' "edulcorata" di quanto accaduto secondo le opposizioni. 

"C’è stato un vergognoso gioco delle tre carte da parte del M5S, ma oggi la verità è venuta a galla - dichiarano i consiglieri di Fratelli d'Italia Francesco Figliomeni, del Comune, Giovanni Picone e Marco Giudici, municipali - quello che possiamo dire con certezza, per trasparenza nei confronti dei cittadini, è come l’offerta di nuovi posti per asili nido nel quartiere Massimina non verrà ampliata e questo riteniamo sia un fattore assolutamente negativo, oltremodo aggravato dal nuovo bando sugli asili nido che manderà al collasso la sinergia pubblico-privato con le ripercussioni maggiori che siamo sicuri si osserveranno soprattutto nella periferia".

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Altro problema viene sollevato dal consigliere dem del municipio, presente in Commissione, Lorenzo Marinone. "Spostare i bambini e gli insegnanti di quattro chilometri dalla attuale sede potrebbe causare un serio disagio per le famiglie che non dispongono di un'automobile propria". Già, un "dettaglio" non da poco. Il nido Massimina si trova in via Pavolini, a 3,8 chilometri di distanza in macchina da via Aquilanti. Con i mezzi pubblici venti minuti di bus 088, più dieci a piedi. Non a trecento metri come sostenuto da Di Camillo, che poi si è corretto: "Intendevo in linea d'aria". 
 

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