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VIDEO | Imbrattano commissariato ed auto della polizia, le immagini che incastrano i due vandali

Le scritte "1312" vennero disegnate la notte dello scorso 26 aprile. I due vandali ripresi dalle videocamere di sorveglianza dell'ufficio di polizia

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Sono stati incastrati anche dalle immagini video del commissariato preso di mira. Era la mattina dello scorso 26 aprile quando le volanti ed i muri esterni del commissariato di Monteverde vennero trovate imbrattate con della vernice spray. Per quei fatti due giovani sono poi stati identificati e denunciati per danneggiamento e deturpamento di cosa altrui. 

A favorire le indagini della Polizia le riprese delle videocamere del commissarito di via Felice Cavallotti. Proprio le immagini mostrano due persone arrivare in scooter davanti gli uffici di polizia. Posteggiati i motorini a debita distanza, i due scendono e si avvicinano con fare guardingo alle autoradio posteggiate in strada, il tutto con i volti ed il capo celati dai caschi e dai cappucci. 

Poi il blitz, con le immagini che riprendono i due mentre imbrattano tre volanti ed uno dei muri esterni del commissariato. Sulle cui carrozzerie venne poi impresso l'acroninmo "1312", ovvero le iniziali delle lettere che rappresentano la scritta "All cops are bastards". Vandalizzate la notte fra il 25 ed il 26 aprile gli investigatori hanno poi rintracciato ed identificato i due writers

Si è proceduto, poi, a comparare i fotogrammi acquisiti con quelli ripresi in un analogo precedente episodio, che aveva interessato il muro di cinta del Compartimento Polizia Postale Lazio, ed è emerso che i caratteri della scrittura, le firme apposte e l'abbigliamento utilizzato erano riconducibili alla stessa persona.

Da ulteriori accertamenti nei luoghi frequentati dai graffitari romani, i poliziotti sono riusciti a risalire ad un giovane residente nel quartiere Monteverde e, dopo vari appostamenti, la stessa dirigente del commissariato di zona, lo ha visto entrare in un parco pubblico insieme ad altri ragazzi.

Portati negli uffici di Polizia, due di loro hanno ammesso le proprie responsabilità in merito agli "imbrattamenti" della notte del 26 aprile e hanno consegnato i telefoni cellulari sui quali erano ancora conservate le immagini scattate nel corso del raid. 
 

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