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La scuola è chiusa da sette mesi e la messa in sicurezza non parte: genitori e preside infuriati

Dopo il crollo del controsoffitto lo scorso aprile, il plesso Girolami di Monteverde Nuovo rimane chiuso. Il dirigente scolastico: "Il municipio non collabora"

Immagine d'archivio

Genitori su tutte le furie per il futuro, non si sa quale, della scuola Girolami. Elementare e materna, di Monteverde Nuovo, all'interno dell'istituto comprensivo Margherita Hack, la struttura è chiusa quasi completamente dallo scorso aprile, quando è crollato un controsoffitto. Ottocento alunni smistati in altri plessi, non proprio vicini, e i cantieri per l'avvio dei lavori che non sono nemmeno partiti. Con il rischio più che concreto di non tornare agibile nemmeno per l'anno 2020/2021. Questa mattina una commissione congiunta Scuola-Trasparenza, nella sede del municipio XII, ad altissima tensione. 

Da una parte un centinaio tra genitori e insegnanti presenti all'incontro, insieme al dirigente scolastico Massimo La Rocca, avvelenati, dall'altra i rappresentanti M5s del parlamentino, senza le risposte che mamme e papà aspettano da mesi. "Non abbiamo ancora una data di inizio lavori né tantomeno una garanzia su quello che ne sarà della scuola" spiegano i genitori, riuniti in un comitato molto attivo anche sui social, all'hashtag #riapriamolagirolami. Eppure i fondi ci sono, li ha stanziati a inizio agosto l'allora ministro della Scuola Marco Bussetti con un decreto apposito, 3 milioni di euro per la Margherita Hack e per un altro istituto di Primavalle. E l'attuale titolare del nuovo governo Lorenzo Fioramonti, durante un incontro promosso a settembre da Cittadinanza Attiva, ha dato anche la disponibilità di sostituirsi al municipio per fare i lavori. 

Invece non è ancora stato neanche pubblicato il bando per dare in appalto la relazione tecnica sullo stato sismico dell'edificio, passaggio indispensabile per poter partire con i lavori strutturali. E nulla è stato fatto nemmeno per garantire le navette per il trasporto nel nuovo istituto, la scuola Gramsci di via Affogalasino, al Trullo. Ci ha pensato la scuola a organizzare il servizio, con fondi del ministero. Il preside non nasconde l'irritazione. 

"Dopo aver ottenuto il trasporto collettivo solo grazie ai nostri sforzi e ai fondi straordinari stanziati dal Miur, ci troviamo di nuovo vittime di una situazione di immobilismo per quanto riguarda l’inizio dei lavori di ristrutturazione – spiega il dirigente scolastico Massimo La Rocca – si evidenzia un notevole ritardo nell’assicurare il ripristino, entro l’inizio del prossimo anno scolastico, delle condizioni strutturali ordinarie dell’edificio attualmente interdetto. Ad oggi sembrerebbe ancora in fase di avvio, da parte del Municipio XII, un’ulteriore fase di valutazione, dopo quella già effettuata in primavera, da cui poter ottenere delle informazioni certe sui lavori di riqualificazione. Ancora non si conoscono le opere e soprattutto i tempi necessari per poter ricollocare un’utenza sempre più insofferente alle lungaggini procedurali, all’ostentata burocrazia e all’inerzia di un ente locale che continua a non dare conto ai cittadini di un stato eccezionale di reale disagio". Famiglie e personale scolastico si stanno organizzando per una passeggiata simbolica nel quartiere, sabato 23 novembre. 

A commentare i fatti le consigliere del Pd capitolino Valeria Baglio, Ilaria Piccolo e Giulia Tempesta. "Siamo di fronte a una situazione indecente, in cui è necessario intervenire al più presto per sopperire alle mancanze dell'amministrazione municipale. Per questo chiediamo che sulla vicenda della scuola Girolami venga convocata d'urgenza una seduta della commissione comunale Trasparenza. I bambini hanno tutto il diritto di tornare tra i propri banchi di scuola, così come i lavoratori e i genitori hanno tutto il diritto di avere certezze per il futuro". Presente oggi in municipio anche il consigliere dem del XII Elio Tommasetti. "La maggioranza ha perso sei mesi senza fare niente, dalle navette a cui la scuola ha pensato in autonomia ai lavori che non si sa ancora chi debba farli. Hanno smesso di collaborare e di dare qualunque tipo di informazione". 

"Nei prossimi giorni grazie ai nostri deputati della Lega depositeremo un'interrogazione al ministro Fioramonti per chiedere in che modo il governo intenda garantire la sopravvivenza di questo storico plesso - commenta anche il capogruppo della Lega in municipio Giovanni Picone - e in considerazione dei pesanti ritardi di Roma Capitale, municipio e  Miur nel trasferimento dei fondi, se il Governo intende commissariare l’Amministrazione capitolina, incapace di gestire i problemi". 

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