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Monteverde Today

A due anni dall'omicidio Macro, il Gianicolo è ancora pieno di roulotte 

Ucciso da un clochard il 14 febbraio 2014, famiglia e amici ricordano il 30enne sul luogo del delitto. E intanto, nonostante l'inchiesta per abuso edilizio e i controlli della Polizia Locale, i camper di Sant'Egidio invadono le strade

Un incontro in memoria di Carlo, a due anni dal dramma che ha sconvolto Roma. C'è chi ha letto qualche riga ricordando i tempi della scuola e chi in silenzio ha scelto un lungo abbraccio. Una vita spezzata a trent'anni in un bagno di sangue, con un cacciavite piantato nel petto dalla rabbia di un senzatetto, e una famiglia distrutta dal dolore. Il nome di Carlo Macro risuona ancora nelle celebrazioni che amici e familiari organizzano perché la città non dimentichi. 

Ieri una trentina di persone si è riunita nel luogo della tragedia, via Garibaldi, la salita del Gianicolo dove l'indiano Joseph White Klifford, 58 anni, condannato a 14 anni di carcere per omicidio volontario, la notte del 17 febbraio 2014, perforò il polmone di Carlo con un cacciavite, il primo oggetto trovato e afferrato con ira all'interno del suo abitacolo, una casa roulotte della Comunità Sant'Egidio. Era infastidito dalla musica alta proveniente dalla macchina del giovane. Un movente assurdo e un gesto folle, impossibile da scordare.

La memoria di Carlo è vivida, è quella sulle roulotte che i riflettori spenti hanno annientato. Le case mobili per indigenti, in gran parte riconducibili all'ente di carità con sede a Trastevere, sono ancora lì a invadere le strade di Roma. Dopo mesi di indagini della Procura e operazioni a tappeto della Polizia Locale sull'intero territorio capitolino, non risparmiano nemmeno il fontanone dal Gianicolo. Ma le troviamo facilmente a San Lorenzo, a Ostiense, a Trastevere.

"E' cambiato davvero poco, forse sono state sgomberate quelle senza targa, ma il resto è tutto lì". La madre Giuliana Bramonti, conferma. E scrive a Tronca, perché si torni, e una volta per tutte sul tema. "Non riesco a incontrare nessuno del Campidoglio da quando non c'è più la giunta Marino, allora ho mandato uno scritto, ma ancora non mi ha risposto nessuno. Vorrei anche chiedere una fontana in piazza San Pietro Vincoli dedicata a Carlo, accanto all'albero che abbiamo piantato". 

Il tutto, lo ricordiamo, con un'inchiesta per abuso edilizio che vede al centro proprio Sant'Egidio, scattata a seguito di un esposto presentato in Procura dai consiglieri di Fdi-An, Fabrizio Santori (Regione) e Marco Giudici (municipio XII) a pochi giorni dalla morte del 30enne. Un'indagine che si avvia verso l'archiviazione, nonostante abbia svelato, carte alla mano, un sistema complesso, tra ombre, lacune e spunti investigativi. Al gip la decisione il 1 marzo. Intanto regna l'impunità. 

"E’ vergognoso che dopo mesi di indagini ancora oggi sono presenti roulotte e camper abitati da senzatetto, con l’avallo di organizzazioni che stanno commettendo abusi e generando degrado, oltre ad esporre al pericolo i clochard - dichiarano i consiglieri Giudici e Santori - siamo stati nominati dalla procura come parti lese nel procedimento penale contro il fenomeno delle roulotte. Per questo abbiamo presentato un’opposizione all’archiviazione in cui è spiegato tutto il sistema delle violazioni e degli abusi ed indicati nomi e cognomi di persone ed organizzazioni responsabili di questo scempio. Il 1 marzo a piazzale Clodio ci aspettiamo almeno 16 avvocati contro di noi. Senza paura, siamo pronti a difendere ancora una volta i cittadini romani contro chi continua a volerla degradata e insicura".

ROULOTTE DI SANT'EGIDIO----->>TUTTE LE OMBRE DELL'INCHIESTA

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Commenti (3)

  • Ce l'avrei io una bella idea per sgomberare quelle roulotte dove all'interno ci vivono questi animali rabbiosi ...

  • Ringraziate sant'Egidio

  • Come al solito: quando succedono questi fatti dopo lo scoppio d'indignazione generale , chi di dovere finisce con il dimenticare e tutto ritorna come prima. Con l'unica differenza che stiamo a piangere e a ricordare un'altra persona innocente!

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