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Tenuta di Castel di Guido: il Campidoglio torna ad investire sull'azienda agricola comunale

I pascoli della tenta agricola pubblica più grande d'Italia hanno bisogno di nuove staccionate. Il Comune lancia il bando per la manutenzione di 10mila metri lineari

E’ la più grande tenuta agricola pubblica di tutto il Paese. Ma ha bisogno di un po’ di restyling. Per questo il Campidoglio ha deciso di tornare ad investire sul Castel di Guido. A partire da una staccionata di castagno.

La staccionata da sistemare

Il dipartimento tutela ambientale di Roma Capitale ha indetto un avviso pubblico  per trovare un operatore interessato alla manutenzione di diecimila metri lineari di recinzioni. Si tratta del perimetro entro il quale pascolano i bovini di razza maremmana di proprietà comunale. Per la sistemazione e la sostituzione della staccionata “deteriorata o danneggiata da eventi meteorici  e dagli urti con i bovini” sono stati stanziati 149mila euro. L’importo, come sempre avviene nelle gare, è soggetto ad un ribasso d’asta.

L'agricoltura biologica 

La tenuta di Castel di Guido, azienda agricola di Roma Capitale interamente consacrata alla produzione biologica, ospita al suo interno anche l’omonima oasi. E’ gestita dalla Lipu e si estende su un’area di ben 180 ettari, parte integrante della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. E’ proprio grazie alla modalità con cui è gestita la Tenuta, che non fa ricorso all’utilizzo di sotanze chimiche per incrementare la produzione e che non punta su un tipo di allevamento intensivo, che Castel di Guido è diventato un’oasi di biodiversità.

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La ricchezza naturalistica

Nel suo variegato sistema naturale i campi coltivati coesistono con i pascoli, la macchia mediterranea, le zone umide e quelle boschive. E’ uno degli ultimi scorci di campagna romana al cui interno trovano spazio animali da fattoria e rare specie selvatiche. Tra questi lo scoiattolo comune, la testuggine palustre ed il lupo appenninico.
 

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