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I nuovi minibus del XVI Municipio alimentati dal biogas di “Re Manlio”

Silenziosi, agili, veloci e alimentati dal gassificatore di Malagrotta. Torna alla ribalta il contestato impianto del "re della monnezza" Manlio Cerroni: per Trambus è "ciclo ecologico", per l'attivista Melandri "uno scempio". Cittadini tra paura e necessità

Saranno 7 le vetture a metano di ultima generazione, silenziose ed ecosostenibili, che prenderanno servizio nel Municipio XVI. I nuovi minibus, i Daily Urby prodotti da Iveco-Cacciamali, sono lunghi 6 metri e hanno una capacità di trasporto di 30 persone, dotati di aria condizionata e pedana mobile per l'accesso facilitato. Sono autobus che riescono a muoversi con agilità e rapidità anche in strade piccole e scomode: ideali per l'urbanistica e la viabilità delle periferie, come anche del centro storico della capitale. La ridotta rumorosità tipica dei motori a gas e il basso impatto ambientale sono poi caratteristiche che meglio si adattano alle esigenze di Roma (e alle speranze dei romani), rispetto ai fratelli maggiori e ai giganti snodati delle linee “express” (spesso forzati a camminare in corsie preferenziali, data la loro mole e la scarsissima maneggevolezza). Un passo in più verso una mobilità pubblica ecosostenibile. Ma per alcuni cittadini e associazioni verdi non è tutto oro quello che luccica.

 I nuovi mezzi sono stati infatti acquistati dalla società “E. Giovi” e il metano per l'alimentazione delle vetture (come è chiaramente scritto anche nel comunicato di Trambus) proverrà dal trattamento dei rifiuti solidi urbani trasformati in biogas nel nuovo gassificatore di Malagrotta. Due soggetti (la “Giovi” e la discarica di Malagrotta) di proprietà dell'avvocato romano Manlio Cerroni, che per Dagospia è il “re della monnezza” e per l'Espresso un “innocuo” ottantenne che potrebbe mettere in ginocchio il Governo se solo un giorno decidesse di incrociare le braccia. Il suo gassificatore è al centro, da diversi mesi, di numerose critiche circa l'impatto ambientale della struttura e la sicurezza.

E il disappunto dei cittadini e delle associazioni per la tutela dell'ambiente e della salute, a tutt'oggi, non sembra diminuire. “L'inceneritore/gassificatore è uno scempio”, secondo l'attivista romano Maurizio Melandri, impegnato da anni nella riqualificazione ambientale del territorio. I residenti hanno paura, sono scettici sulla sicurezza dell'impianto e temono ripercussioni sulla salute e sull'ambiente, anche se per altri è un “male necessario” se non si vuole rischiare di finire come a Napoli (ipotesi comunque scongiurata diversi mesi fa dal presidente della Regione Piero Marrazzo). “Un po' di paura ce l'ho! Chissà che respireremo...”, dicono gli abitanti della zona. E il bel progetto minibus a metano rischia di crollare sotto il peso delle tante perplessità.

Per Manlio Cerroni, invece, nessun problema. L'impianto è ok e non ci sono rischi. L'avvocato e imprenditore romano opera almeno dagli anni Settanta nel campo dei rifiuti, e pare proprio che abbia fatto fortuna, tirando su un impero da 800 milioni di euro costellato da decine di società e aziende del settore (da qui l'appellativo di “ottavo re di Roma”, dato da Dagospia). Con questa operazione, oggi, l'avvocato si sta ritagliando un'altra fetta di mercato nel business dei rifiuti e della loro  trasformazione: Malagrotta ha infatti raggiunto la quota di saturazione da più di un anno e solo grazie ad alcune proroghe speciali da parte del Governo e della Regione Lazio è ancora attivo. Nella discarica – che secondo alcuni è la più grande d'Europa – vengono smaltiti i rifiuti della capitale e della Città del Vaticano (tra le 4500 e le 5000 tonnellate al giorno), compresi i rifiuti speciali degli aeroporti di Ciampino e Fiumicino. Gli altri impianti e aree di raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti della regione (Bracciano, Civitavecchia, Guidonia, Albano...) non hanno un peso determinante, lasciando così a Malagrotta il (quasi) completo monopolio.

Trambus, dal canto suo, preferisce rimanere in disparte, parlando in generale di “ciclo ecologico”. L'azienda di trasporti sta infatti investendo molto sulla competitività e l'innovazione nel trasporto di superficie, principalmente attraverso l'adesione al progetto europeo EBSF (Sistema europeo di autobus del futuro), in cui l'ecosostenibilità ha un certo peso. Ma Malagrotta è un'altra storia... che a volte ritorna.

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