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Malagrotta, iniziata la chiusura: ci vorranno cinque anni

Il presidente del Comitato Malagrotta Sergio Apollonio: “E' una presa in giro, è una tempistica inverosimile”. Il consorzio Co.la.ri.: “Al suo posto un bosco mediterraneo di oltre 160 ettari”

Malagrotta inizia a chiudere. Dieci dei 170 ettari totali che compongono la discarica di proprietà di Manlio Cerroni a partire dal 15 giugno stanno chiudendo i battenti. L'operazione terminerà nel 2015, quando verrà completato il cosiddetto “capping” della discarica.

Le operazioni di “capping”, che consistono nel chiudere gli invasi esauriti in cui finora si sono conferiti rifiuti “tal quali”, a quanto riferisce il presidente della Co.la.ri (il consorzio che gestisce Malagrotta) Manlio Cerroni "sono iniziati su 10 dei circa 170 ettari di cui è composto il sito e dureranno dai quattro ai cinque anni”.

Lo stesso consorzio ha presentato un progetto di riqualificazione che consiste nel piantare un bosco mediterraneo di oltre 160 ettari. Il progetto prevede che le montagne di rifiuti vengano coperte con circa un milione di metri cubi di argilla e altri tre milioni di metri cubi di terra e che poi su di esse vengano piantati 2.500 alberi per ettaro: olmi, lecci, querce e pini. Il costo del progetto, a carico della Co.la.ri, è di oltre 100 milioni di euro.

Parla di presa in giro il presidente del comitato Malagrotta Sergio Apollonio: “E' una presa in giro, questa tempistica è inverosimile e tecnicamente non credibile. Evidentemente non la si vuole chiudere o non sì è trovato un sito alternativo”.

Apollonio spiega che “quando abbiamo saputo dell'inizio dei lavori di chiusura della discarica abbiamo pensato a una svolta storica per il nostro territorio, da anni martoriato dai veleni della discarica più grande d'Europa, ma ora apprendere che ci vorranno dai 4 ai 5 anni ci delude terribilmente. Inoltre il gassificatore sta per entrare in funzione senza i controlli necessari e si sommerà alla raffineria, alle cave, all'inceneritore dei rifiuti ospedalieri e al traffico di mezzi pesanti che ogni giorno siamo costretti a sopportare. Ma alla salute dei cittadini, evidentemente, le istituzioni non badano".

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